Cinque ottimi motivi per creare

Creare è qualcosa che fa parte della natura intrinseca dell’uomo. Soprattutto agli albori della nostra storia, egli aveva ottimi motivi per farlo. Pensiamo ai primissimi strumenti costruiti dagli uomini primitivi, che segnarono una svolta per la loro sopravvivenza. Ma pensiamo anche alle pitture rupestri, che servivano da rituali sacri per propiziare la buona riuscita di una caccia importante. L’essere umano ha usato la creatività per dare forma, significato e interpretazione al mondo che lo circondava.

Oggi non è poi tanto diverso. Il design dei complementi d’arredo non serve solo a rendere bello il nostro ambiente, ma anche funzionale. E per farlo non servono solo ingegno e tanti calcoli. La creatività fa parte integrante del processo. Serve creatività per scrivere una pubblicità efficace che spinga la gente a fare acquisti. Serve creatività per trovare un nuovo utilizzo ad un oggetto ormai vecchio ma non abbastanza da buttarlo via. La creatività è in ognuno di noi, anche in coloro che pensano il contrario.

Nella nostra cultura, spesso la parola “creatività” viene associata solo al contesto artistico, quindi all’arte e al disegno. Queste cose sono spesso molto sottovalutate nel percorso scolastico, quando invece sviluppare la vena creativa sarebbe di beneficio per numerosi aspetti della nostra vita da adulti.

Voglio elencarvi cinque ottimi motivi per creare, a prescindere dal vostro campo di interesse. Vi sorprenderà scoprire dove potreste arrivare con il vostro potenziale.

#1: Benessere psicofisico

Numerosi studi hanno dimostrato come le attività creative portino grandi benefici nella salute fisica e psicologica delle persone. La bella notizia è che non dovete essere bravi nel campo in cui volete creare qualcosa, ciò che conta è mettere le mani al lavoro e iniziare a fare. Possiamo leggerne una spiegazione più dettagliata in questo articolo del Huffington Post, dove si legge che bastano 45 minuti al giorno da dedicare ad un’attività creativa per ridurre notevolmente lo stress fisico ed emotivo. Proprio per queste ragioni sono nate nel tempo tantissime attività volte a migliorare la nostra salute grazie all’arte e alla creatività. L’esempio principale è proprio quello dell’art-therapy, oppure la recente notizia sul fatto che in Canada i medici possono prescrivere ai pazienti delle visite al Museo come cura da integrare ai farmaci. Creare è dunque uno sfogo, un canale in cui liberare le nostre energie accumulate. È la liberazione delle nostre emozioni, e può diventare anche una forma di meditazione (un esempio sono i mandala). Io trovo molto rilassante l’atto di colorare, ma anche cucinare qualche dolce è tra i miei atti creativi preferiti!

pennelli per belle arti
Gli strumenti per creare sono tanti e vari, come questi pennelli per dipingere. Foto © Laura Maccarrone
#2: Comunicazione

Se pensate ai geroglifici egiziani vi accorgerete che quella forma di scrittura era legata alla rappresentazione figurativa o astratta di determinati elementi. L’immagine era quindi una forma di comunicazione, un elemento grafico atto ad esprimere un concetto più complesso.

Questo è solo un piccolo esempio fra tanti per dire che le figure sono un mezzo molto potente di comunicazione. Se ripercorriamo la storia dell’arte, ci rendiamo conto che ogni artista che ha realizzato determinate opere usava specifiche figure per veicolare i messaggi e i simboli che voleva trasmettere. Questo avviene indipendentemente dal periodo storico. Anche l’arte moderna, sebbene diversa da quella rinascimentale, si avvale del mezzo creativo per esprimere un concetto.

Creare qualcosa ci permette quindi di comunicare con gli altri, non a parole né a gesti, ma tramite forme e colori. Ognuno di noi può raccontare se stesso e i propri valori, ma anche il mondo che vorrebbe o i suoi sogni e desideri tramite la propria arte, qualunque essa sia. Possiamo sviluppare la nostra empatia ascoltando e osservando le opere d’arte altrui, e raccontare qualcosa di noi tramite il nostro personale atto creativo. Personalmente adoro guardare le opere degli artisti che mi piacciono e provare a leggerne i significati nascosti. È un modo per tentare di metterci nei panni dell’altro ed immaginare cosa ha provato nel realizzare la sua opera.

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Andy Warhol, “Marylin”, 1967. Foto © Laura Maccarrone
#3: Personalità

L’atto creativo non serve solo a comunicare un concetto specifico, ma anche a far emergere quella che è la nostra personalità. Nell’atto creativo ci rendiamo conto della nostra unicità, del nostro personale modo di interpretare e vedere il mondo, di ciò che realmente ci piace mostrare e di cui ci piace parlare. La nostra creatività parla per noi, parla di ciò in cui crediamo e di ciò che siamo.

Col tempo, potremmo guardare le nostre “opere” e renderci conto che sono accomunate da dettagli particolari, da soggetti che a volte si ripetono, da modi di interpretare qualcosa simili tra loro. Quello che vedremo sarà la nostra personalissima “impronta digitale creativa”, ciò che rende riconoscibili i nostri lavori da quelli degli altri e che ci rende unici nella nostra creatività. E se avete timore a mostrarvi e a far vedere cosa sapete fare, forse sarebbe interessante a dare una lettura ai libri di Austin Kleon.

#4: Problem Solving

Allenare la creatività e l’immaginazione è molto più importante di quanto spesso si creda. Uno dei benefici più ovvi è quello dello sviluppo del problem solving, ovvero la capacità di trovare soluzioni adeguate a determinati problemi. Queste difficoltà possono far parte di qualsiasi campo, da quello lavorativo alla vita privata. Si tratta in pratica di imparare a vedere le cose da un punto di vista differente, riuscendo così a trovare soluzioni creative per risolvere le difficoltà che possiamo trovare lungo il percorso. E come allenare questa capacità se non con l’immaginazione e la creatività?

In questa categoria voglio inserire anche il riciclo creativo, dove un’oggetto apparentemente vecchio o rotto e senza più alcun utilizzo viene reinventato e usato per altri scopi. La creatività e l’immaginazione si mettono in moto, guardando le cose da un punto di vista diverso e scoprendo nuove e infinite possibilità.

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Colorare i mandala può essere davvero molto rilassante. Foto © Laura Maccarrone
#5: Conoscenza di sé

Infine, ma non meno importante, l’atto creativo permette di imparare a conoscere meglio se stessi. Tramite l’introspezione, possiamo scoprire nuovi aspetti del nostro carattere e della nostra personalità. Io personalmente mi sono accorta col tempo che le mie illustrazioni parlavano molto delle cose che mi piacevano, ma questo era avvenuto in maniera spontanea e solo dopo un po’ di tempo mi sono resa conto che effettivamente le mie opere parlavano di me. Creare qualcosa ci fa rendere conto del modo in cui vediamo il mondo e lo interpretiamo, e col tempo può anche aiutarci ad accrescere la nostra autostima vedendo i miglioramenti che abbiamo fatto lungo il percorso.

Conclusione

Quelli elencati in questo articolo sono davvero una minima parte dei benefici legati all’atto creativo. Se avete altre idee al riguardo, se vi fa piacere arricchire questo articolo con le vostre conoscenze o proposte, scrivete un commento e raccontatemi come per voi l’atto creativo arricchisce e fa bene alla vostra vita e al quotidiano. Sarà un piacere leggervi e sapere cosa ne pensate. Perché la condivisione è uno dei motori della creatività.

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